discorso /di·scór·so/: sostantivo maschile. Manifestazione del proprio pensiero come atto singolo e individuale di comunicazione linguistica: cominciare un d.; un d. sensato; un d. senza capo né coda, sconclusionato; con riferimento all'argomento trattato: questo è un altro d., un'altra cosa; spesso, al pl., chiacchiere.
pubblicità /pub·bli·ci·tà/: sostantivo femminile. Qualsiasi forma di propaganda diretta a ottenere dalla collettività la preferenza nei confronti di un prodotto o di un servizio.
@ODRANOEL4020 no /nò/: avverbio. Avverbio negativo olofrastico, equivalente cioè a una frase intera ( hai veduto quello spettacolo? No, e cioè ‘non l'ho veduto’), spesso rafforzato da un altro avverbio ( no certamente, proprio no, no davvero ).
chiamare /chia·mà·re/: transitivo. Invitare qualcuno a prestare la sua attenzione o a dare una certa risposta pronunciandone il nome o in altro modo (con un cenno, un gesto, ecc.).
@ODRANOEL4020 c**zo /càz·zo/: sostantivo maschile. Pene. Simbolo di stoltezza e inefficienza ( testa di c. ), di quantità o importanza minima o nulla ( non capire un c. ; non me ne importa un c. ), di mancanza di interesse, pregio, valore ( un libro del c. ; un pittore, un cantante del c. ). Rompere, scassare il c**zo a qualcuno.
@missmyname pane /pà·ne/: sostantivo maschile. Prodotto alimentare ottenuto dalla cottura nel forno di una pasta composta di farina di grano e acqua, per lo più con l'aggiunta di sale e di lievito.
@op scopo /scò·po/: sostantivo maschile. Esito nel quale si configura l'intenzione (rispetto a fine, indica più spesso un aspetto determinato e contingente).