@QuellaCheSono demagogia /de·ma·go·gì·a/: sostantivo femminile. Degenerazione della democrazia, per la quale al normale dibattito politico si sostituisce una propaganda esclusivamente lusingatrice delle aspirazioni economiche e sociali delle masse, allo scopo di mantenere o conquistare il potere.
@op ah: interiezione. Secondo il tono col quale viene pronunciata esprime sentimenti diversi, riconducibili ai significati dei verbi: pregare, sospirare, desiderare, beffare, svillaneggiare, minacciare, sgridare, riprendere, aborrire, e a quelli di rammemorarsi, raccomandarsi, meravigliarsi; come pure può esprimere allegrezza, piacere...
(Wow, sei molto) simpatico /sim·pà·ti·co/: aggettivo. Dotato di qualità che suscitano simpatia, spec. nei rapporti umani: non è bella, ma è s.; un viso, un modo di fare s.; anche s.m. (f. -a ).
@QuellaCheSono parola /pa·rò·la/: sostantivo femminile. Complesso di suoni organizzato sotto l'azione più o meno accentratrice di un “accento”: corrisponde a una “immagine di una nozione o di una azione” ( amore, amare ) nel caso di parole ‘principali’, oppure a un “rapporto” nel caso di parole ‘accessorie’ ( sovente, durante, sebbene ).
@op no /nò/: avverbio. Avverbio negativo olofrastico, equivalente cioè a una frase intera ( hai veduto quello spettacolo? No, e cioè ‘non l'ho veduto’), spesso rafforzato da un altro avverbio ( no certamente, proprio no, no davvero ).
camomilla /ca·mo·mìl·la/: sostantivo femminile. Nome di varie specie di piante erbacee delle Composite, dotate di proprietà antispasmodiche, stomachiche e blandamente sedative.
ospedale /o·spe·dà·le/: sostantivo maschile. Pubblico istituto, destinato al ricovero e all'assistenza sanitaria di ammalati e feriti: o. civico; o. riuniti; o. militare; o. psichiatrico, traumatologico; ricoverare all'o; estens., il periodo della degenza.