Il treno prese velocità, fino al massimo. Dai finestrini tutto appariva confuso.
Nulla sembrava tenere il suo ritmo, tranne quello che appariva come un puntino bianco indistinto che si avvicinava e tentava di superare il TGV. Una Peugeot 406 bianca, allestita da taxi, che nel suo aspetto ricordava più un’auto da corsa. Bassa quasi fino a terra, gomme larghe, spoiler, minigonne e prese d’aria.