-succede molto di peggio... anche se a casa i problemi non sono mancati e ho rischiato di essere buttato fuori più di una volta). insomma, vivere al maschile mi ha salvato la vita mentre vivere al femminile mi risucchiata via tutta la voglia di fare qualsiasi cosa. non c'è molto su cui riflettere
nessuno mi conosceva in pratica, e vivo in un paesino al sud Italia, quindi almeno la mia isolazione in questo mi ha aiutato perché la maggior parte delle persone mi conosce già al maschile e anche se hanno saputo dalle voci che sono trans non mi hanno mai dato problemi (se non qualche domanda inopportuna ma si può passare sopra, solitamente-
-la tranquillità che potranno darmi determinati passi come la terapia ormonale e l'operazione al petto e la rettifica anagrafica. perché ora sto già molto meglio, sono in università e mi sembra di aver appena iniziato a vivere ed effettivamente è così. considera che nel mio paese solo quelli che ho conosciuto a scuola sapevano della mia esistenza
e ancora di più, se penso che potrei avere la barba e la voce bassa e tutto quello che concerne la pubertà maschile allora lì sono davvero al settimo cielo. già ora riuscendo a vivere nella società al maschile (anche se ancora non ho rettificato i documenti) mi ha donato una serenità che molti danno per scontata, e posso solo immaginare-
ho scelto un nome che sentivo mio e sentirmi chiamare non mi aveva mai fatto sentire più vivo. è questa la cosa, che quando vengo chiamato fratello, amico, cugino, fidanzato, ragazzo, "carusu", mi sento vivo. penso che se devo passare la vita così allora ne vale la pena, vale la pena avere ricordi e legami con le persone
-una seconda occasione dopo la morte perché sta volta mi era andata male. col passare degli anni però, trovando anche le amicizie giuste, ho iniziato ad esternare quello che nella mia testa io ero da sempre. il ragazzino che ero nella mia testa ho iniziato ad esserlo anche quando non ero solo, non solo più in mente
-vita. ecco, per me era così. tralasciando il fatto che ero anche estraniato dal mio aspetto, odiavo farmi foto e non mi piaceva guardarmi allo specchio tanto che lo facevo il meno possibile e non mi preoccupavo di come mi vestivo perché tanto era inutile farlo. come se avessi avuto sfortuna nella vita che mi era capitata, speravo di poter avere-
a scuola, con i parenti, non vedevo l'ora di tornare a casa per poter tornare nel mio mondo di fantasia perché la mia vita reale era insignificante e nulla mi portava gioia perché ero sempre continuamente fuori posto.immagina di dover vivere la vita di tua sorella, tua madre, o qualunque donna tu conosca, senza poter cambiare nulla e vivere la tua-