Ok, è ora di farlo, è ora di riscrivere qui. Una settimana, ecco quanto tempo mi sono assentato, una settimana di tante cose messe insieme. Domenica scorsa all'incirca a quest'ora una mia amica mi ha dato una notizia che mi ha lasciato abbastanza male, parecchio ad essere onesti. È tornata quella sensazione di vuoto dentro, quella in cui non vuoi fare niente, neanche rimanere sul letto a fare nulla. In realtà non me ne sono andato totalmente, entravo a colazione, prima di iniziare i compiti e la sera prima di addormentarmi. Questa notizia è stato lo slancio per ricordarmi che sono qui solo perché la solitudine unita a un brutto periodo ha un brutto effetto. Mentre ero sotto questo effetto lessi un segreto, e quel segreto mi spinse a registrarmi e a conoscere quella ragazza. Ci ho parlato molto, e mi ha reso veramente felice, ho trovato una persona fantastica, ci siamo visti, ci siamo detti cose che è meglio non riportare, e abbiamo passato un paio di mesi veramente belli. Poi come tutte le cose belle, non è finito, semplicemente si è esaurita la carica. E così mi sono ritrovato qui, il pomeriggio da solo facevo 25 km ogni volta,e ho iniziato a fotografare dove andavo, poi ho iniziato ad aprirmi e ci ho preso l'abitudine. La notizia dell'altra sera mi ha tolto la voglia di aprirmi, e non facendolo mi sono reso conto che alla fine qui non importa a nessuno di me, nei commenti c'è giusto qualcuno che mi dice proprio le ultime cose che vorrei sentirmi dire. Mi sono reso conto che è come parlare con me stesso, e io, di tempo da solo, ne ho in abbondanza. Ho molto tempo per pensare, per analizzare i pensieri, e scrivere qui quindi non mi serviva più a niente. Dopo la notizia di Domenica, il Lunedì a scuola sono stato male, volevo soltanto che finisse la giornata per tornarmene a casa. Prima però volevo parlare del mio dolore con la mia compagna di banco, con cui ci sfoghiamo spesso reciprocamente, ma nonostante sapesse che stessi male, in un'intera ora di cazzeggio non ha trovato un momento libero per parlarne, neanche all'uscita, ma vabbè. Il dolore che mi ha fatto subire quella notizia è stato molto forte la prima notte, poi le altre non ho avuto molto su cui rammaricarmi. Principalmente per la scuola, mi fa avere un mal di testa costante e che non mi lascia 5 minuti liberi. Mi sveglio la mattina e non riesco a fare altro che prepararmi, non riesco ad esempio a rifare il letto. Poi esco alle 2, torno a casa, faccio il letto, mi cambio, sistemo i vestiti, vado a ritirare e a stendere i vestiti, passo l'aspirapolvere, cucino, mangio e sono le 4 ed io ho un mal di testa assurdo. Però poi c'è Alessia, la mia professoressa di Storia e Filosofia, per cui ho una bella cotta, è bellissima, 46 anni (30 più di me ma ok), single, sempre in tiro, tacco che fa venire le vertigini solo a vederlo, ha uno stile tutto suo, il suo profumo è qualcosa di incredibile, il suo volto è ancora giovane, la sua intelligenza mi affascina. È riservata, vuole capire chi siamo realmente noi alunni ma non vuole dire di lei, ma so che se presa da sola, con un po' di calma, si rivelerà una bellissima persona, solo con qualche trauma passato dal quale non si riesce a separare. Vederla arrivare in classe mi rendeva felice e, quando nel letto abbraccio il cuscino, pensare a lei piuttosto che all'altra lei mi ha aiutato. Quando pensavo all'altra lei, mi sentivo il cuore trafitto, quando invece pensavo a lei, nonostante le probabilità siano sempre 0, mi faceva stare bene farmi film mentali. Poi Emiliano ha detto che da lunedì non si va più in presenza, e quindi non potrò neanche vederla e immaginarmi insieme a lei. È così la settimana è passata in fretta, fra studio e stress, e mi sono ritrovato a sabato. Da solo, senza aver parlato con nessuno di ciò che mi faceva star male, con la consapevolezza di non avere più nessun amico, mi sono ritrovato al sabato pomeriggio. In casa, senza compiti da fare, non avevo la voglia di fare niente, neanche di stare sul letto come ho detto prima. Sabato sera mi hanno invitato i miei "amici" a fare una pizzata insieme, ho passato una bella serata, abbiamo scherzato, giocato, fatto cose poco legali, figure di merda, cose così. Ma si sentiva che non eravamo migliori amici ai quali si può dire tutto, ma solo "amici" coi quali si ride e basta. A pranzo, non ricordo se ieri o oggi, mia madre fa a me e mio fratello "devo fare il testamento, così non vi litigate". Questo perché è morto mio zio qualche mese fa e gli altri fratelli, 6, si devono dividere l'eredità da zero, e per questo si stanno litigando di brutto. Le ho detto che non avremmo litigato, e lei mi ha detto che si litiga sempre. La verità che lei non sa è che io odio i soldi, odio avere proprietà, odio legarmi a qualcosa. Non sa che io appena finita la scuola voglio vincere un concorso e poi sparire per sempre. Lontano. Pensando sul fatto di sparire, e sul fatto che mi fa stare male, mi si sono presentate due scelte, che in molti ambiti della mia vita sono sempre le stesse, rimanersene nell'angolo a farsi i fatti propri o esporsi e potenzialmente fallire. E io scelgo sempre di espormi, e ogni volta me ne pento. Anche ora, dovevo scegliere se espormi e prendere in faccia un pugno più doloroso di quello che ho preso o semplicemente sparire nel nulla cullati dal dolore del primo pugno. Forse, anzi, sicuramente, ora scrivo qui solo perché voglio ottenere una cosa, che non otterrò, ma comunque lo faccio per quel piccolissimo bagliore di speranza. La speranza, ecco cosa mi fa andare avanti. Io vado avanti sapendo che un domani forse avrò quello che voglio. Allora, noi molto probabilmente torneremo in lockdown, lo so da fonti abbastanza certe che non posso dire, non è una mia supposizione. Il primo lockdown io l'ho passato a studiare latino e a prepararmi per il concorso per le scuole militari, per studiare in una scuola militare con le stellette addosso. E questo mi ha dato la speranza, la speranza per essere felice, per alzarmi la mattina e studiare, per allenarmi, grazie a questa speranza sono riuscito a fare 1000 metri in 4 minuti, ho messo su gli addominali, ho una muscolatura niente male, e tutto solo per un piccolo bagliore di speranza. Non mi sono pentito minimamente di tutto quello che ho fatto, di tutto lo sforzo fatto, perché né è valsa la pena. Poi finito tutto questo mi serviva una nuova motivazione, una nuova speranza. E l'ho trovata in una ragazza. Ora senza stare a raccontare tutta la storia è finita anche questa speranza. E ora non so cosa succederà. Non ho neanche l'obbiettivo di vedere la professoressa di Filosofia. Da domani inizio le lezioni a distanza, potrò tornare a correre la mattina visto che l'ansia della scuola che mi blocca dal fare altro non sarà più un problema. Ma avrò la motivazione di correre, o dovrò spegnere il cervello per farlo? Nel nuovo lockdown che farò? La PlayStation non mi attira come attira gli altri, ci gioca solo mio fratello ormai. Non potrò neanche uscire in bici, sentire la stanchezza nelle gambe mentre continuo ad andare al massimo mentre le meravigliose campagne pugliesi mi scorrono affianco. Non potrò più fermarmi a metà strada fra il mio paese e quello limitrofo e dire "Vivo nella terra più bella del mondo". Cosa farò? Rimarrò sul letto ad abbracciare il cuscino pensando che sia chissà chi? Questo mi sta facendo un po' lacerare dentro piano piano. Vorrei scappare, avere una nuova vita. La canzone che ascoltavo quando ho appreso la notizia e che mi ha accompagnato per tutta la settimana, ascoltandola mattina e sera, è stata Carry On, dei The Score. La ascoltavo così a caso, era nel Daily mix, ed è stato un caso che la stessi ascoltando. Dice che quando sei giù, quando tutti ti vanno contro, devi alzarti e andare avanti. Forse dovrei farlo anche io, andare avanti, dimenticare il passato, cancellarlo e sparire nel futuro. Ma c'è sempre un ancora che mi lega al passato, che mi dice che c'è una speranza, che effettivamente non c'è, ma che il mio cuore vede a tutti i costi. Forse me ne andrò, cercherò di smettere, molto probabilmente continuerò a entrare e a vedere sempre la stessa cosa o forse continuerò a scrivere, con la speranza di ottenere quella cosa che mai avrò. Chissà. Ormai il giocare ai Nerf o a Minecraft alle medie non c'è più. Ormai andare a correre con gli amici la mattina d'estate in primo non c'è più. Ormai l'amico con cui sfogarsi e parlare a cuore aperto non c'è più. Ormai la speranza delle stellette a 16 anni non c'è più. Ormai il mare ogni mattina con quella meravigliosa bandiera che issavano ogni mattina non c'è più. Ormai l'interesse nel gioco non c'è più. Ormai la paura di una cosa si fa sempre più grande. Ormai credo di essere sulla strada di diventare grandi, prima degli altri. Non so cosa mi aspetta da qui fino alla maturità, dopo so cosa verrà, ma fino ad allora no. Vedo molti felici, con la persona giusta al loro fianco, con la motivazione giusta per alzarsi la mattina, con una vita senza rimpianti. Io non so se domani sarò come loro o se mi rimpiangerò per sempre questi anni, ormai un giorno sono felicissimo, il giorno dopo sono tristissimo. Ci sono piccole cose che mi fanno cambiare umore, anche solo un cielo azzurro e un paio di elicotteri della Marina che passano sopra la scuola bastano a farmi sorridere. Non so quello che mi aspetta. Ribadisco, scrivendo qui è come se parlassi da solo, non importa a nessuno quello che dico, commentano giusto dei "rintronati", chiamiamoli così, che ad esempio mi vengono a dire che non sanno andare in bici. Ma io dico che sto male e non ho una motivazione per alzarmi la mattina e tu mi commenti dicendomi che non sai andare in bici? Ma che cazzo me ne frega a me se non sai andare in bici e non ci vuoi andare, ma vedi se vai a rompere le palle da un'altra parte. Dov'ero? Ah già, dicevo, qui ormai a nessuno importa di me, e fate pure bene, quindi mi sembra come di parlare con me stesso, e questo lo faccio già parecchio. Ma se siete così matti da esservi chiesto dove fossi finito questi giorni, vi sarei grato se me lo diceste. Non so se la smetterò di scrivere e sparirò nel nulla, cosa che vorrei fare, del resto per il motivo che ho detto prima non c'è neanche qualcuno che legga e gli importi, oppure se continuerò a scrivere nella speranza che si avveri ciò che voglio. E non si avverrà.
Detto questo, buonanotte?, addio?, ci vediamo presto? Non ne ho idea, so solo che se ci tenete a me io tengo a voi, e che stasera passerò un'altra notte a rimpiangere quello che gli altri hanno e io no.
Buonanotte.