Una volta, camminando per le strade del centro città, fui colto da un tremendo attacco di diarrea. Essendo domenica ed essendo primo pomeriggio, tutti i bar erano chiusi, sicché ho preso il mio cellulare ed ho chiamato il primo amico munito di auto che avevo in rubrica per farmi venire a prendere. Nel momento in cui la persona chiamata in soccorso rispose, il muscolo non riuscì più a trattenere e mi dovetti nascondere nel portone di un palazzo in attesa dell'arrivo del mio conoscente. Questo si presentò una mezz'ora dopo. In quel frangente di tempo, penso che tutte le persone del palazzo abbiano sentito il bisogno di scendere ed uscire in strada. Ed io ero lì nell'angolino dietro al pilastro in marmo con l'intimo colmo di feci. Proseguii il viaggio fino a casa nella parte anteriore della macchina, piegato a pecorina con le ginocchia sul sedile, i piedi verso il vetro anteriore e la testa che sbucava sui sedili posteriori dell'auto. Il mio amico implorava che nulla uscisse dalle mie mutande. E il Signore lo ascoltò!

26/10/2012 alle 00:47 26/10/2012 alle 00:47
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