Se gli scrittori fossero andati tutti in psicoterapia adesso non avremmo la maggior parte dei capolavori che leggiamo, change my mind

02/02/2022 alle 19:55 02/02/2022 alle 19:55
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tasso è stato chiuso in manicomio ma continuava a scrivere gg

Guarda non pensavo nemmeno a lui, ma ora che me l'hai ricordato è forse uno degli esempi migliori e peggiori allo stesso tempo perché pazzo era pazzo, ma in manicomio ha solo peggiorato la sua opera ahahah

@La_tipa_pervertita_il_ritorno_pt2 Mi riferivo più a un Pascoli che descrive una prima notte di nozze molto erotica da fuori una finestra o a Leopardi che si fa prima a dire i motivi che aveva per vivere rispetto a quelli che aveva per ammazzarsi, povero

@op van gogh mi sembra sia stato in manicomio e dalla sua finestra ha disegnato uno dei più belli capolavori dell'arte:"la notte stellata".

@Rfff Van Gogh si mangiava letteralmente i tubetti di vernice gialla ahahahah

@op si però anche se era osservato h24 era un artista della Madonna che rimarrà impresso nella storia come uno dei migliori o anche il miglior artista mai esistito...?

@op li mangiava perché associava il giallo alla felicità, era talmente depresso che ingoiava vernice perché era convinto che così facendo sarebbe diventato felice.

io sono piuttosto sicuro che più di qualcuno si faceva di allucinogeni.

Ottima osservazione, che io sappia nessuno che ho studiato fin' ora, ma adorerei essere smentito

@op non penso che lo scrivano nei libri o da qualunque altra parte

@IlVicinoSospetto Cerca "Paradisi artificiali" e ridimmi ahahahah

@op si ma da quello che ho capito lui ha fatto apposta a provare varie droghe per poi descriverne gli effetti, io intendo scrittori che hanno dato vita ad opere più importanti

@IlVicinoSospetto Spero tu scherzi, Baudelaire è uno scrittore fondamentale e si drogava per svariati motivi, ma sicuramente non decriverne e studiarne gli effetti

Non credo, la maggior parte degli scrittori sono persone posate che non hanno la necessità di rispecchiare lo stereotipo di genio e sregolatezza come altri "artisti" tipo soprattutto certi cosiddetti "cantanti" sentono di dover fare.

Più ci avviciniamo all'epoca contemporane più fatico a trovare uno scrittore di successo che rispecchi ciò che dici, anche se non sregolati molti convivono con traumi

@Anonimia Tozzi, Pascoli, D'Annunzio, Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Dikens, Poe, Dostoevskij, Tolstoj, Pound, Wilde, Tasso, devo continuare? ahahahah

@op Molti di questi hanno avuto traumi che la maggior parte di noi incontra nella vita. Se togli l'esagerazione che il mito dell'artista maledetto fa di questi traumi e aggiungi che questi traumi non trasformano la maggior parte della gente in artisti, si vede che non c'è una gran correlazione tra avere traumi e diventare artisti.

@Anonimia Non ho mai creato correlazione fra trauma e divenire artista, ho correlato il trauma all'opera sopraffina, in più non è semplicemente il trauma a fare l'artista, ma la sensibilità dell'artista si modifica e rielabora il trauma producendo un'opera che altri non avrebbero potuto fare, è un momento che eleva la produzione artistica

@op I traumi sono cicatrici. È come dire che un atleta diventa un campione grazie agli infortuni...

@Anonimia Cosa c'entra? I traumi pregiudicano la possibilità di fare sport come prima, il dolore non influisce in modo direttamente debilitante sulla possibilità di scrivere

@op Il cervello è un organo come tutti gli altri, i traumi non lo rendono più forte. È assai più probabile che droghe e drammi vadano a minare le capacità artistiche più che esaltarle.

@Anonimia Come Baudelaire stesso dice le droghe non sono il mezzo giusto per stimolare la creazione artistica, ciò non toglie che senza di essere Baudelaire non avrebbe dato la sua impronta caratteristica al Simbolismo; o ancora Stevenson non sarebbe stato lo stesso non avesse fatto pesante uso di oppio. La stessa cosa vale per i traumi

@op non sono fondamentali al processo creativo, ma spesso lo generano e sono i prodromi di una crescita interiore che rende gli artisti peculiari, profondi, umani, assimilabili e grandi. Magari Pascoli sarebbe stato ancora più geniale non fosse stato un alcolista traumatizzato a vita, ma le sue poesie sarebbero state altrettanto grandi? Non penso

@op Hanno scritto da sobri, non da sballati. Uno di loro (non ricordo chi) ha provato a scrivere da sballato, convinto di aver avuto chissà quale lampo di genio. Tornato sobrio, ha riletto, e il risultato era "che puzza di merda!", o qualcosa del genere. Senza sballarsi probabilmente avrebbero scritto di più e altro, questa è la verità.

@op Io sono abbastanza sicura di sì. Gli scrittori più versatili e consapevoli sono sobri. C'è questo mito dell'artista dannato e sofferto che sta rovinando in primis il mondo della musica, e a ruota tutto il resto. Qualsiasi disciplina richiede talento e dedizione, la droghe non aiutano nessuno.

@Anonimia Non dico che debbano scrivere da intossicati, la fase creativa e la fase produttiva sono e rimangono momenti separati, intendevo dire che certe visioni sono state possibili grazie alle sostanze che hanno aperto nuovi punti di vista e facevo riferimento alle corrispondenze simboliste causate dall'hashish

@op E come avevo detto prima "di più e altro" non vuole dire meglio, anzi. Fra l'altro Pascoli come Baudelaire come D'Annunzio usano stili magnifici, soprattutto i primi due portano sulle spalle un'eredità classica da lasciare a bocca aperta ed è proprio il loro unire ciò a una sensibilità deformata da droghe e dolore a renderli superiori

@op Mah, è tutto molto opinabile. Può darsi che abbiano avuto qualche pensiero che altrimenti non avrebbero avuto, ma sicuramente bombardare il proprio cervello preclude anche tante altre possibilità. Sicuramente hanno perso molto altro.

@Anonimia Eh beh, e se Hitler fosse stato capace a disegnare adesso Israele non commetterebbe crimini contro l'umanità, ovviamente si sarebbe evoluto tutto in un altro modo, ma è proprio ciò che dicevo io nel segreto

@op Non vedo alcun nesso tra ipotesi fatte a ruota libera circa il cosiddetto butterfly effect e il fatto noto a tutti che l'abuso prolungato di sostanze psicotrope danneggia il cervello.

@Anonimia Stai perdendo il centro del discorso, ti aiuto: hai detto che agendo in determinati modi gli artisti si sono preclusi molte possibilità, ma è ovvio e sottinteso nel mio segreto che diceva proprio che se non avessero avuto disturbi non avremmo i capolavori che leggiamo, non ho detto che non ne avremmo avuti

@op Hai detto una cosa diversa: hai detto che se tutti fossero andati in terapia non avremmo la maggior parte dei capolavori. In realtà il discorso riguarda una porzione limitata degli autori che, più che in terapia, sarebbero dovuti andare in disintossicazione. Ecco il punto.

@Anonimia Ma anche no, della lista che ti ho fatto non tutti avevano problemi di droga, ma tutti avevano traumi vari o disturbi mentali

@op Mica è colpa mia se poi mi hai fatto solo esempi di gente che si faceva. E non mi pare che gli altri avessero traumi che non ha anche molta gente comune. Tutti abbiamo i nostri traumi.

@Anonimia Hai già fatto questo discorso e ti ho già risposto, penso sarebbe solo uno sproloquio ripetere

@op Che vuoi che ti dica? Pure tu ripeti sempre la stessa tesi senza prove a supporto, mentre è indubbio che traumi e droghe danneggiano e di certo non aiutano. Senza non avremmo avuto quei capolavori. Non si può sapere, forse li avremmo avuto lo stesso. Probabilmente ne avremmo avuto di più.

@Anonimia Come avremmo potuto avere un testo che tratta temi legati al dolore o effetti delle deoghe senza traumi ne dipendenze? Magari avremmo avuto altri capolavori, ma non questi

@op Ok, ma il dolore lo provi anche senza traumi che necessito di terapia. L'elogio delle droghe ha anche i suoi problemi, guarda Aldous Huxley, il mito che ha creato attorno all'adrenocromo e il can can che ci stanno facendo attorno quegli scoppiati di QAnon...

@Anonimia Beh, ovviamente l'uso di droghe ha i suoi problemi e sono sicuramente maggiori dei benefici, ciò non toglie che abbiano dato un importante contributo e in quanto alla grandezza del trauma penso che sia molto soggettivo e se un testo riesce a generare in me spettatore un sentimento vuol dire che lo scrittore doveva provarlo in modo

@op molto più intenso e ciò significherebbe che il dolore è grande eccome

@op Non credere. Leggi Murakami. È un tipo del tutto ordinario, ma è in grado di descrivere emozioni che probabilmente neanche esistono.

@Anonimia Mai letto, quindi non potrei confermare o smentire ciò che dici, tuttavia non è eccezionale esistano strappi alla regola vista la varietà delle persone e della letteratura: ho sbagliato io a essere così categorico prima nell'associazione fra emozioni espresse ed emozioni provate

@op La scrittura è una cosa molto più complessa della semplice trasposizione dei fatti. "Cronaca di una morte annunciata" di Garcia Marquez è realmente la cronaca di un fatto accaduto quando lui era giovane. In un'intervista una giornalista si è complimentata con lui della veridicità dei personaggi, in particolare di una figura che lui ha dovuto...

@op ... suo malgrado ammettere che era l'unica che aveva inventato di sana pianta per coprire un buco narrativo.

@Anonimia Non trovo il nesso con il discorso che abbiamo affrontato fin'ora, un personaggio può esprimere emozioni provate dallo scrittore ed essere completamente inventato

@op Il nesso è che non c'è modo di sapere se ciò che viene raccontato è vero, solo descritto o inventato di sana pianta.

@Anonimia Non ne puoi avere la certezza, ma può essere molto probabile per il lettore e impossibile per lo scrittore che non ci vede un nesso

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