Ciò che amo di più è fare sbocciare l’omosessualità nelle coscienze di quei ragazzotti che sono “etero” come questo tavolo è un tavolo e nient’altro, che fanno gli “spacconi” e poi s’inteneriscono con un po’ di seducente gentilezza, magari indebita, e non metterebbero mai le mani su una pelle d’uomo. Sono quelli che amo di più, così rigidi e infelici. #qualche-tag

09/03/2020 alle 22:32 09/03/2020 alle 22:32
5 commenti

Cos?

Del resto l’incomunicabilità è inesorabile: le coscienze devono restare lontane da non pungersi, ma neanche così lontane da morirne, di quella solitudine originale

Oddio, mi immagino la scena e non so perché mi piace.........

È perché «la parola è un gran signore, con piccolissimo corpo, pressoché invisibile, divinissime cose sa compiere»