Nella speranza di domare il mio carattere alquanto ribelle, all'età di 11 anni i miei genitori mi mandarono in un istituto di seminaristi. Tutto potevano pensare del sottoscritto tranne che là dentro io ho fatto la mia prima esperienza omosessuale. Ricordo che c'era un ragazzo di nome Stefano -più grande di me di 3 anni- , il quale un giorno mi attirò con una scusa nella sagrestia, chiuse la porta a chiave ed incominciò a toccarmi sussurandomi parole dolci. Ci baciammo e lui tirò fuori il suo p*ne. Lui era eccitato ma io no: ero imbarazzatissimo, sebbene la cosa mi piacesse. Credo che altri ragazzi avessero rapporti con lui, infatti durante la notte c'era un via vai continuo dal bagno, ma nessuno di noi ne parlava apertamente, forse perché non ci si fidava l'uno dell'altro; evidentemente eravamo tutti ben consapevoli che se ci avessero scoperto i superiori sarebbe finita male.
A distanza di anni, non provo alcuna vergogna per ciò che facevamo, anzi ne serbo un piacevolissimo e divertentissimo ricordo, ma in base alla mia esperienza posso tranquillamente dire che negli ambienti cattolici regna sovrana l'ipocrisia: si fa ma non si dice.
28/10/2012 alle 07:43
28/10/2012 alle 07:43
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