Platone era una persona mooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo intelligente
Tutto è un po' impossibile. c'è molto di cui parlare. Fortunatamente per te, sto studiando platone e aristotele, ma platone o vai ad argomenti mirati o è un sacco da riassumere. Andiamo dalla teoria delle idee, all'iperuranio, miti dialoghi. Troppe cose
@op Le idee per Platone, sono entità metafisiche che condividono le caratteristiche dell'essere di parmenide (tranne l'unicità).
Le idee risiedono in questo mondo intellegibile, un mondo oltre quello sensibile (la realtà che ci circonda), nell'iperuranio.
. Per questo motivo la metafisica di platone è anche chiamata metafisica della trascendenza, proprio perché trascende e va oltre questo mondo. L'iperuranio viene paragonato all'empireo dantesco ed è la sede dove ha origine l'anima.
@op sostanzialmente si, le cose del mondo sensibile sono sempre imperfette. Per quanto riguarda le idee, queste sono anche classificate dallo stesso platone
@op le idee-valori, corrispondenti ai supremi principi etici, estetici e politici (il Bene, la Bellezza, la Giustizia, ecc.);
le idee matematiche, corrispondenti alle entità e ai principi matematici (l’uguale, il quadrato, ecc.);
le idee di cose naturali, come l’idea dell’uomo;
le idee di cose artificiali, come l’idea di letto.
Poi, chiarite tutte le caratteristiche delle idee, Platone deve spiegare la modalità per cui l’uomo riesce ad accedere alla conoscenza di esse. Platone, dunque, ricorre al mito della reminiscenza, cioè del ricordo
come già detto in precedenza, l’anima ha origine nell’Iperuranio, dove risiede contemplando le idee fino a quando non si incarna nel nostro corpo. Tale contemplazione si trasferisce in noi come un ricordo sopito il quale riaffiora mano a mano grazie all’esperienza delle cose.
Tutto ciò porta a considerare la conoscenza umana una forma di innatismo, essendo la conoscenza basata su idee (o “metri” di giudizio) presenti da sempre nel soggetto conoscente, e non basata sull’esperienza sensibile (empirismo).