Quand'ero più giovane passavo i lunghi mesi estivi in campagna, nella magione dei miei nonni.
Ci dividevamo i compiti, a rotazione. Un giorno toccava a me tagliare la legna, non avevo alcuna voglia di farlo però.
Promisi cinque euro al mio cuginetto quattordicenne in caso l'avesse tagliata lui al mio posto.
Andai a stendermi sotto un albero, lo guardavo fare il mio lavoro per un niente.
Tutto bene, finché le mani sudate gli impedirono d'avere una presa salda.
Si recise l'arteria femorale in una frazione di secondo.
Inutile il mio tentativo di chiamar aiuto, di cercar soccorso.
Morì poco dopo.
Ancora oggi convivo con la consapevolezza delle mie azioni, di ciò che ho fatto.
Non avessi tentato di sfuggire ai miei obblighi, per quanto tagliar un po' di legna si possa definir un "obbligo", probabilmente nulla di tutto ciò sarebbe successo.
Scusami Filippo. Non volevo.
Spero che riuscirai a perdonarmi, spero che i tuoi genitori riusciranno un giorno a perdonarmi.
Ti voglio bene.
09/05/2012 alle 13:59
09/05/2012 alle 13:59
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Quand'ero più giovane si andava in vancanza dai miei nonni nella villona in campagna, tutti i parenti. Una volta toccava a me tagliare la legna ma non mi andava e allora promisi soldi ad un mio cuginetto per tagliarla. Mi andai a stendere sotto un albero e lo guardavo. Gli scivolò la scure dalle mani dopo pochissimo, si squarciò un'arteria della gamba. Chiamai aiuto ma eravamo lontani. Morì poco dopo. Oggi nessuno sa che la colpa è solo mia. Scusami, non volevo. perdonami. Ti voglio bene.
06/01/2013 alle 17:50
06/01/2013 alle 17:50