Diciamo che nei momenti di solitudine si deve affrontare quello che di solito non gestiamo durante i momenti impegnati. A volte è un'occasione per ritrovare se stessi e ricomporsi, affrontando i nostri dubbi, le paure e le incertezze. Oppure solo overthinking, ed è il momento in cui ti fai travolgere dalle tue stesse emozioni in modo malsano.
@op In parte sì, io ho avuto momenti di vuoto per la maggior parte della mia vita fin'ora. A furia di vivere così è un miracolo che non sia uscito di testa. Forse è grazie ai pochi amici che ho... Di sicuro non grazie a me.
@Reality capisco, mi ritrovo in una situazione simile, con la differenza che io proprio non ho nessuno e la cosa peggiore è che sono io la prima a respingere le persone. Tra solitudine e problemi, credo di aver perso un po' di lucidità mentale
@Reality ad essere onesta, non saprei. È un insieme di insicurezze e incapacità di prendere decisioni che mi hanno portata ad adagiarmi sul fondale e ad arrendermi alla vita. Non cerco più un riscatto, perché non ho voglia di lottare per qualcosa, qualsiasi essa sia. Sono in ritardo su diverse cose, fuoricorso all'università in primis.
@Reality questo stato di apatia e tristezza in cui mi ritrovo mi provoca vergogna e mancanza di qualsiasi interesse da poter condividere con le altre persone. Purtroppo ho solo negatività da offrire. È così da tanto tempo ormai, ormai mi sono abituata a vivere sul fondale anche se è una sofferenza ogni giorno.
@op Guarda, personalmente ti dico che sono nella stessa situazione in fondo. È strano come l'internet ha sempre continuamente tante persone come noi ma anche piuttosto invisibili agli occhi degli altri. La sensazione di ritenersi dei falliti, l'odio per se stessi è una cosa incompresa ma fin troppo umana direi.
@op Perciò mi dispiace che tu ti vergogni di tutto questo. Spesso la nostra condizione non è sempre sottovalutata, ma a volte anche discriminata. D'altronde se io ho delle amicizie (poche, non finisco nemmeno le dita di una mano) è solo stata una pura casualità, due persone si sono trovate su internet nel posto più impossibile per entrambi.
@op Sai una cosa? in realtà riscattarsi non è per nulla l'obiettivo più facile. Spesso per alcuni è la cosa più difficile, il che significa anche che ci sono altre cose che possiamo fare prima di affrontare un ostacolo così grande.
@op Che università hai fatto? Chiedo perché, per esempio, una mia amica dopo anni ha deciso di mollare la sua. Si è trovata questo muro di rinunciare perché la vita che stava inseguendo la stava torturando. A quanto pare, non tutti i percorsi possono aiutarti.
@Reality internet è una perfetta valvola di sfogo ma bisogna anche saperla gestire, perché se ne abusi rischia di diventare una scorciatoia, un rifugio "facile". La discriminazione purtroppo c'è, la gente non mi capisce ma io non la biasimo perché sono la prima a non capirmi: soffro ma nonostante questo, non m'impegno per provare a cambiare.
@Reality continuo a rimanermene nella comfort zone, nella mia "oasi felice" fatta di distrazioni, internet, cose leggere, pur di non affrontare i problemi. La colpa è solo mia. È vero anche che se guardo al mio passato, vedo che già quando avevo i primi problemi di isolamento, nessuno mi ha mai offerto una mano. Tutti se ne sono sempre strafregati
@Reality di me, e io sono cresciuta bellamente nella mia solitudine, ora voluta, ora indotta da situazioni da cui volevo fuggire. È vero che per riscattarsi occorre affrontare un percorso non breve, bisognerebbe innanzitutto cominciare a giudicarsi di meno e trovare il coraggio di accettarsi quando tutti attorno a te non lo fanno, attaccandoti.
@Reality tu a che azioni più facili pensi? Comunque faccio lettere moderne. L'università l'ho scelta più per continuare a studiare che per concreto interesse, anche se non dico che ciò che studio non mi piaccia.
@op Vedi, io con gli amici sono stato un fallito totale. Ho incontrato varie persone e la maggior parte di esse o mi discriminavano ritenendomi un ritardato (insegnanti a scuola compresi all'epoca) oppure fingevano che io non esistessi. La mia autostima dalle medie in poi non fece altro che calare e man mano che il tempo passava...
@op nutrivo un vuoto che ancora adesso non riesco a colmare. Il punto è... che per quanto mi riguarda, a causa di quel vuoto ho ferito diverse persone. Alcune mi hanno abbandonato, altre le ho abbandonate io. In entrambi i casi potrei dire che fosse colpa loro...
@op Ma in fondo sono stato io la causa di tutto. Ognuno ha le proprie responsabilità nelle storie, ma la mia è stata di non aver capito minimamente cosa significasse essere amico di qualcuno.
@op Così ho abbandonato alcuni amici e deluso altrettanti altri. Forse per cose idiote, errori semplici, ad un certo punto non importa quanto sia grave se tu trovi scuse per scappare dai danni che provochi. Sei un bastardo e basta. Realizzare il male che vive in me ha praticamente causato un punto di rottura in me...
@op Già prima, per chiarire, non uscivo mai di casa. Barricavo la mia vita dietro a uno schermo, così faccio ora, peggio. Non studio, dormo/gioco a videogiochi tutto il giorno e non ho nemmeno un lavoro. Tutto questo perché vivo nel terrore di sopravvalutare me stesso e rovinare tutto. "Rialzati" uno direbbe "non importa quanto fallisci".
@op Io stesso lo direi a qualcun altro. Vale anche per me. Eppure non so prendere la decisione di lavorare su me stesso, sul demone affamato che vive in me. Lo stesso demone che dopo tutto quello che ho passato in questo freddo mondo, mi ha spinto ad essere altrettanto arrabbiato, discriminatore, concentrato d'odio.
@op Non potrei mai riscattarmi ora come ora. Però... io ho degli amici. Non so perché, ma in qualche modo ho ancora qualcuno che mi vuole bene e mi sta vicino. "fortunato" dirai, ma io ho fatto del male a queste persone. "Fortunato due volte, hai amici che ti perdonano sempre".
@op Bene, tutto questo per arrivare alla domanda:"quali solo queste cose più facili?". Io avrei potuto abbandonare queste persone, ho voluto farlo in passato, per motivi complicati forse ma l'avrei fatto una volta. Ecco, io non mi sto riscattando. Ma sono partito da un punto, ho deciso di imparare ad essere amico di qualcuno.
@op Forse tu non hai amici, però posso dirti una cosa. Io non sono mai stato veramente amico di nessuno, perciò io non ho mai avuto amici fino agli ultimi tempi. Forse, prima di decidere di riscattarti, devi fare un grande passo indietro, guardarti intorno e vedere la cosa che puoi imparare a fare, quella che ti sembra più alla tua portata.
@op E iniziare da lì. Insomma, trovare anche una sola cosa, una qualsiasi, per cui tu senti grata alla vita, e coltivarla. Forse quella piccola cosa un giorno farà crescere dei rami per nuove possibilità. Non so se ti ho fatto capire quello che intendo... so che è difficile come discorso da capire.
@op Per me, in un momento di totale buio dentro quale ancora vivo da anni. Imparare ad essere amico di qualcuno di importante per me, vicino a degli amici che per qualche assurdo motivo ci sono sempre... È quella piccola cosa per cui sto imparando ad essere grato alla vita. Una piccola scintilla di nulla, ma che comunque, mi dona speranza.
@Reality capisco un sacco il tuo senso di colpa, quando dici di aver lasciato che il tuo vuoto andasse a generare il vuoto nelle altre persone. Io ho perso il conto delle persone che ho abbandonato a causa delle mie paranoie e della mia costante sensazione di non essere abbastanza per nessuno. Ma non credo che questo sia per me il punto da cui
@Reality ripartire, visto che prima di potermi legare a qualcuno sento di dover prima ottenere qualcos'altro.... È me stessa che mi manca.... sapere chi sono, cosa voglio fare, cosa mi piace fare. Mi piacerebbe arrivare innanzitutto a questo, così da poter almeno dire "sì,,anche se sono sola, posso godere della compagnia di me stessa". Eppure è un
@Reality viaggio che non mi decido mai ad intraprendere, perché so che mi imbatterei in cose di me da accettare che mi risultano troppo pesanti da mandare giù. Io penso che il segreto di tutto sia l'accettazione... che equivarebbe a non etichettare più come "negativi" gli errori e le mancanze ma incominciare a vederli come dei semplici passi fatti
@op lungo il percorso. Vedere il fallimento non come un ostacolo, ma come degli incroci che si incontrano inevitabilmente e che ti costringono a tirar fuori pazienza, inventiva ,coraggio, cose che probabilmente se non avessi fallito, non avresti mai neanche potuto sperimentare veramente. Dire che incontrare il fallimento è inevitabile, è la stessa
@Reality di dire "non poteva andare diversamente da come il mio carattere, il modo che ho di percepire la realtà mi diceva di fare". Quindi i "se" non sussistono più. Non avrebbe più senso dire "se non mi fossi lasciato possedere dal demone non avrei ferito" perché no, in quel momento molto probabilmente non avresti proprio trovato la forza per
@Reality comportarti diversamente, era segnato che tu dovessi passare attraverso il ferire qualcuno per capire che questo non è il modo in cui vuoi essere tu. Non si può cambiare a priori le circostanze e la consapevolezza dell'epoca. Quello che facciamo nella vita è soltanto camminare, attraversare strade impervie per giungere alla meta, che
@Reality cioè il nostro "io ideale". Noi il massimo che possiamo fare è impegnarci il più possibile, ma trattenendo con noi la consapevolezza che se non va secondo i piani è perché evidentemente p non abbiamo ancora maturato la consapevolezza giusta (e quindi è necessario che le circostanze parlino al posto nostro) oppure, bisogna
@op Capisco il discorso, anche se comunque mi piacerebbe ammettere che realizzare i demoni che ho dentro mi avesse appunto permesso di fare qualcosa. Continuo a rimuginare e a ritornare sugli stessi errori anche pur sapendo. Per me dire "non avrei ferito se il demone in me non mi controllasse" è solo la dimostrazione che...
@op ...la realizzazione di ciò che sono non mi ha portato a nessuna crescita. Io non cresco più in base all'autoconsapevolezza, me ne sono reso conto da tempo ormai.
@Reality Se io faccio qualcosa di diverso, lo devo solo a chi mi ha preso a schiaffi ogni volta che perdevo il controllo per farmi rinsavire. Ma lo permetto solo ad alcuni individui ben specifici, perché sono perfettamente in grado di abbandonare tutti gli altri al loro destino.
@op Fare un passo indietro non serve a me per evitare i miei disastri, serve a posticipare il giorno che accadrà. Per gli altri forse questo è diverso, lo spero almeno.
Si accartoccia su se stesso, a volte si fa guerra da solo, si crea mostri che non esistono. È l'immaginazione che si ribella contro se stessa perché non trova sfogo nel mondo reale
@op boh io considero il pensiero come qualcosa di assolutamente straordinario. Tramutare delle reazioni tra cellule in qualcosa che ci permette di comprendere le necessità degli altri e concetti astratti. Mi sembra assurdo se ci penso
@Aglaia sì questo indubbiamente. Però concorderai con me sul fatto che è qualcosa che va seguito, indirizzato, aggiustato, alimentato, se tutto ciò non avviene può diventare dannoso.
@Aglaia non credo sia senza uscita, però sì penso sia molto più probabile che entri in loop e che si radichi in concetti devianti e tossici. Ovviamente è solo una mia idea, sicuramente non è così per tutti. Ciò che posso dire con certezza però è che senza fare esperienza della realtà non si matura.